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Appuntamenti online al Brozzi – Lunedì 18 gennaio ospite Jacopo Ferrari

APPUNTAMENTI ONLINE AL BROZZI

Lunedì 18 gennaio, ore 21,15

Il fotografo Jacopo Ferrari presenta:
“Manzú, Zeri e Nani, linguaggi a confronto”

La serata avrà luogo in videochat tramite piattaforma Skype (clicca qui per scaricarlo)

Clicca QUI per aderire come “Partecipante”.

Vi aspettiamo!!


Organizzazione della serata

Tema principale della serata sarà il confronto dei diversi linguaggi fotografici coi quali il fotografo Jacopo Ferrari ha scelto di rappresentare le opere di Giacomo Manzù ed Attilio Nani, due grandi scultori italiani del ‘900, e le opere della collezione privata di Federico Zeri, storico dell’arte di statura internazionale.
Sarà interessante capire come fotografare la scultura abbia influenzato la fotografia architettonica e paesaggistica dell’autore bianconerista e gli aspetti comuni tra queste tre grandi branche della fotografia.

Gli album fotografici relativi ai tre progetti sono raggiungibili ai seguenti link:

Giacomo Manzù

Federico Zeri

Attilio Nani


Dice l’autore

La fotografia, nel suo più nobile intento, è per me un mezzo per comunicare la bellezza delle cose.
Anche la documentazione oggettiva ha, al suo interno, un margine di manovra dettato dalla cultura, dagli interessi, dal modo di vedere di chi fotografa, ma soprattutto dall’obiettivo che si prefissa, che sembra ovvio dirlo, influisce sulle scelte tecniche, compositive, espressive.
Detesto quando in fotografia, in architettura e in qualsiasi forma d’arte, lo stile dell’autore viene messo in primo piano. Cosí facendo egli risulta schiavo di un gesto riproposto all’infinito di cui, semmai, lo stile è una conseguenza dettata da un insieme di valori personali.
Nei tre lavori proposti mi sono accorto, rivedendoli assieme, di aver perseguito scelte diverse seppure in una linea di continuità; una linea di confine che esiste, ma che io non vivo come una limitazione fra i generi diversi di cui mi occupo maggiormente, come la fotografia di architettura e di paesaggio. Che cos’è l’architettura se non una grande scultura? Cos’è un paesaggio se non una grande architettura? E cos’è il sole se non una grande lampadina che non obbedisce ai nostri comandi?

Jacopo

Biografia

Jacopo Ferrari studia architettura presso l’ Università degli Studi di Parma dove è assistente nell’ a.a. 2003-2004 al corso di Laboratorio di Progettazione Architettonica tenuto dalla Prof.ssa Chiara Visentin. Negli stessi anni frequenta lo studio dell’ Arch. Giancarlo De Carlo dove ha l’ occasione di condurre un approfondimento su alcuni temi dell’ architettura legati alla figura del celebre architetto, un’ esperienza di formazione molto importante che lo porterà a scrivere alcuni articoli sulla rivista “Area” e a tenere due lezioni alla Facoltà di Architettura di Parma e al Politecnico di Milano.

Fotografia di Elena Ravazzi

Una Nikon F del papà e la frequentazione di un circolo fotografico, destano un interesse per la fotografia latente da tempo. Il fotografo reggiano Stanislao Farri, incontrato per la prima volta nell’ inverno del 2007, è per lui un importante e costante punto di riferimento, un’ occasione preziosa  per confrontarsi costantemente sulla rappresentazione fotografica di quelle realtà locali che costituiscono il nucleo della sua ricerca. Nel giugno 2008 espone alla galleria “Olim” di Bergamo un lavoro fotografico sul “Museo Guatelli” di Parma, in una mostra curata dal fotografo Mario Cresci e, sempre nello stesso periodo, la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo gli affida l’ intera campagna fotografica per il catalogo della Mostra “Giacomo Manzù.1938-1965 Gli anni della ricerca”, lavoro che sarà esposto in tre occasioni: al Museo Manzù di Ardea nel Marzo del 2009, all’ Università di Tor Vergata nel Dicembre del 2008 e alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo nel Settembre del 2014.

Nel 2010, la stessa Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, lo incarica di documentare l’importante collezione di scultura donata da Federico Zeri all’ Accademia Carrara di Bergamo.

Nel 2011 espone al Parma Urban Center, in una personale che raccoglie cinque anni di ricerca sui paesaggi e sui luoghi della provincia di Parma, una ricerca tuttora in corso votata all’ analisi fotografica del paesaggio, ai suoi aspetti naturali ed antropici.

Nello stesso anno il lavoro intitolato “il museo di Ettore” viene selezionato per partecipare alla 54° Biennale di Venezia in occasione dell’ Iniziativa Speciale per il 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia, svoltasi a Torino nel mese di Gennaio.

Un particolare approfondimento è dedicato al paesaggio agrario, all’ architettura spontanea e ai luoghi compresi nell’ Area Tutelata dei monti Bosso e Sporno, posta nei comuni di Langhirano, Calestano e Terenzo; ricerca pubblicata nel 2014 sul numero XXII della rivista IBC dell’ Istituto dei Beni Culturali dell’ Emilia Romagna.

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